L'acqua di ramerino

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ACQUA, ESTRATTO E GEL DI RAMERINO

alchimista
Nella “Raccolta di proverbi toscani”, cavata dai manoscritti di Giuseppe Giusti e pubblicata da Felice Le Monnier (Firenze, 1853), si legge il seguente proverbio:

Acqua di ramerino, al corpo del bambino.

col significato che: « Leva i dolori ai bambini, bagnando loro con essa il corpo. »

Altri Autori hanno vantato che l’estratto idroalcolico di ramerino, riduce i dolori reumatici.

L’EMEA (Agenzia Europea per i Medicinali) indica che l’estratto vinoso di ramerino è un prodotto medicinale vegetale e tradizionale che può essere usato come coadiuvante nel sollievo per dolori minori di tipo muscolare ed articolare.

L’estratto idroalcolico di ramerino è un ottimo tonico per la pelle.

L’acqua di ramerino può essere usata per fare un “gel” che, massaggiato sopra la pelle la rende liscia come la “seta”.

L'acqua della regina d'Ungheria

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Marie Meurdrac, prima donna francese a pubblicare un’opera alchemico-spagìrica, riporta nel suo “La Chymie cha­ritable et facile, en faveur des dames” (1674) la storia del ritrovamento della ricetta nonché la modalità della sua prepara­zione.

“Questa acqua porta il nome di una venerabile Principessa, che se ne è feli­cemente servita, come lo testimonia in uno dei suoi scritti, che si è trovato dopo la sua morte, di cui ecco la vera copia.

Nella Città di Budes del Regno di Ungheria del 12 ottobre 1652, si trovò scritta la presente ricetta nelle Ore della Serenissima Isabelle, Regina del detto Regno.

Io Donna Isabelle Regina dell’Un­gheria, di 72 anni, molto invalida e gottosa, avendo usato per un anno intero la successiva ricetta, che mi diede un Eremita che io non avevo mai visto e che non ho desiderato di vedere dopo, fece tanto effetto nei miei riguardi, che nello stesso tempo guarii, e recu­perai le mie forze; al punto che sembrando bella a cia­scuno, il Re della Polonia mi chiese in sposa: ciò che io rifiutai per l’amore di mio Signore Gesù Cristo, e del­l’Angelo da cui credo che mi sia stata donata questa ricetta.

Prendete due libre di ac­quavite distillata quattro volte, ventidue once di cime e fiori di Rosmarino, che si metteranno in un vaso ben tappato per un tempo di cinquanta ore; e poi mettere il tutto in un Alambicco per distillare a Bagno Maria. Una volta alla settimana, di mattina, se ne prenderà il peso di una dramma, in un brodo fatto di carne: ci si laverà la faccia tutte le mattine, e ci si strofinerà la parte malata o gli arti invalidi.

Questo rimedio rinnova le forze, e fa buono spirito, pulisce tutte le macchie della pelle, fortifica gli spiriti vitali nella loro naturalezza, re­stituisce la vista, la conserva, e allunga la vita: è eccellente per lo stomaco, e per il petto, strofinandovelo sopra. Io ho tratto questo raro segreto da un Libro originale scritto di mano di Sua Mae­stà l’imperatrice Donna Maria, figlia dell’Imperatore Carlo Quinto; che dopo la sua morte mi fu rappresentato da una delle Damigelle che aveva al suo servizio; io lo ho copiato di mia mano, e lo ho scelto tra parecchi altri segreti che aveva. Quando ci si servirà del presente rimedio non è necessario di scaldarlo, perché evaporerebbe lo spirito più sot­tile. »

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